Progetto Respect Me | Kustom Road 2018

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Progetto "Respect Me" - Kustom Road 2018. Progetto a sostegno dell'Associazione E.VA onlus - Emergenza Violenza Donna - Via San Michele 1bis/A2 - 21052 - Busto Arsizio (VA)

È un piacere e un privilegio per noi del Centro Antiviolenza Eva Onlus () presenziare ad una manifestazione tanto prestigiosa orientata a dare luce ai talenti sportivi di donne fortemente determinate, che sono state in grado di credere nelle proprie capacità al punto da lavorare costantemente sul proprio auto miglioramento fino al conseguimento di importanti traguardi agonistici. E certamente risulterà molto interessante accostarsi alle numerose testimonianze di straordinaria determinazione e autonomia che hanno permesso a queste donne di raggiungere prestigiosi riconoscimenti sportivi anche in discipline convenzionalmente ritenute di esclusiva pertinenza maschile.
Già, perché in un contesto ideale di parità di genere non staremmo qui a celebrare e a raccontare storie di successo al femminile, le opportunità sarebbero davvero “pari”e a quel punto non godrebbero nemmeno più di una definizione. E se così fosse, forse non ci stupirebbero la risolutezza e il senso di autoefficacia che queste donne hanno necessariamente dovuto reclutare per affrontate quotidianamente la fatica, il superamento dei propri limiti, il timore della frustrazione; non ci stupirebbero nemmeno la loro capacità di rialzarsi, di credere in se stesse e di rimettersi alla prova, magari dopo una bruciante sconfitta. In questa occasione parliamo certamente di talenti, in particolare di talenti in rosa: il talento del dare valore alla propria volontà di successo senza preoccuparsi che qualcuno la possa svilire, quello di perseguire con coraggio e determinazione i propri obiettivi senza sentirsi snaturate nelle proprie qualità femminili, quello di dare spazio alla creatività personale e magari, perché no, quello del saper sfidare il pregiudizio sociale senza piegarsi alla logica di ciò che sarebbe “normale” o meno a seconda del genere di appartenenza. Noi del centro antiviolenza crediamo però che incapperemmo in un errore logico madornale se accettassimo l’idea di essere qui a parlare di talenti eccezionali e poco ripetibili. Staremmo implicitamente dicendo che solo poche donne, quelle più dotate per storia personale o per corredo genetico, possiedano i talenti citati e siano in grado di sfruttarli al meglio per raggiungere obiettivi addirittura da uomini. La nostra pratica quotidiana di assistenza a donne vittime di maltrattamento e discriminazione di genere, donne che apparentemente non ce l’hanno fatta, spesso senza lavoro, denaro, compagni o famiglie su cui contare ci fa credere sempre di più a come tutti i talenti sopramenzionati siano a disposizione di ciascuna di loro, di ciascuna di noi. Perché bisogna possedere grande coraggio dei propri pensieri quando si arriva alla consapevolezza di non voler continuare a subire trattamenti ingiusti da parte di un famigliare; perché scegliere di contattare un centro antiviolenza è un po’ come decidere di voler sfatare il mito familiare della supremazia maschile del padre padrone e del pregiudizio sociale collegato alla supposta passività ed accondiscendenza delle donne; perché non possiamo ignorare quanta ferrea determinazione progettuale sia necessaria ogniqualvolta una donna sceglie di denunciare il maltrattante e di affrontare le conseguenze giudiziarie che ne derivano; perché osserviamo giorno dopo giorno innumerevoli esercizi di creatività in ogni donna che scelga di immaginarsi e pensarsi in un altro futuro possibile, più autonomo, magari con un lavoro e, perché no, un nuovo amore. Ció che noi facciamo al Centro Antiviolenza è sostanzialmente questo: dare forza e sostegno ai talenti che ciascuna donna già possiede e che solo a causa di accadimenti sbagliati e di incontri ancor più sbagliati sono finiti per essere dimenticati o peggio ancora soffocati dalle stesse vittime per sopravvivere ai maltrattamenti. In una parola proviamo a dare forza al bisogno di sentirsi libere, un’operazione che presuppone la presenza di un coraggio davvero non ordinario. Libertà non solo collegata al potersi muovere nel mondo sentendosi sicure ma anche a soprattutto al poter sentire agevolmente un contatto con se stesse senza temere di non riuscire ad accettare o di doversi vergognare della propria vitalità, unicità, diversità. In una parola, libertà di sentirsi degne. Di un nuovo inizio, di nuove opportunità, di nuove profonde appartenenze, di osare in grande. Tutte le donne dovrebbero considerare la propria dignità come diritto innato. E ad un diritto non si può e non si deve rinunciare.

Non è facile raccogliere l’eredità di queste parole. Noi donne ed uomini del Motoclub SS 33 Sempione ci siamo ispirati agli stessi valori quando abbiamo cercato di condensare, in così poco spazio ed in così poco tempo, l’enormità della presenza di tante “straordinarie” figure. Donne “straordinarie”, precorritrici di strade che apparentemente sembrano poco accessibili al magnifico mondo in rosa ma che, nella realtà, hanno il solo grande limite di essere “riservate” a chi ne comprende l’importanza, a chi ci prova, a chi le sogna. E i sogni non fanno distinzione tra uomini e donne, anzi i sogni migliori sono quelli che vengono condivisi. Noi stessi viviamo la nostra passione senza distinzioni. Le Biker Ladies ed i Bikers percorrono le strade insieme, pilote e piloti si alternano con rispetto nel serpentone che si sposta nei nostri “run”, dove è soltanto il ruolo e la gerarchia del momento a decidere chi fa l’andatura, sia essa donna, sia esso uomo. Nel nostro mondo, vi è un’unica vera “discriminazione”, quella per cui Ladies e Bikers, sono devoti alla stessa entità, tutta femminile: la moto. In essa è materializzato “il sogno”.
A proposito di sogni, quando dall’inizio abbiamo immaginato il Kustom Road… quando ogni anno lo abbiamo rievocato e rimodellato, aggiungendo sogni ai sogni… quando nella “meravigliosa angoscia” di aspettarlo e di prepararlo proviamo a renderlo più bello, beh, in quel momento la ricerca di questa bellezza non è potuta essere che nella sua utilità. Ogni anno vorremmo e vogliamo comunicare di più, accogliere di più, dare di più, fare di più… ascoltare di più. Perché questo evento non è fine a se stesso, perché noi ci nutriamo costantemente dell’energia positiva che da esso promana. Negli anni e sempre continuiamo a tendere una mano ai bambini, l’abbiamo tesa ai papà, vogliamo quest’anno tenderla alle figlie, alle amiche, alle sorelle, alle mogli, alle madri, alle donne tutte che ancora vengono discriminate, che ancora vengono offese nella loro dignità e nella loro libertà. Questo è inaccettabile. E lo diciamo insieme, noi del Motoclub SS 33 Sempione, anzi lo dicono prima gli uomini delle donne. Sì, perché mentre queste ultime, quando leggono o ascoltano di una donna maltrattata, ferita, umiliata, hanno innanzitutto la necessità di fermarsi e respirare prima di reagire, per quel dono innato nell’essere umano che si chiama empatia, chi sente lo sdegno di poter essere assimilato a “quell’orco” ha, invece, una reazione d’impeto. All’insulto di un codardo non si riesce a tacere perché non sia possibile nessun accostamento tra chi fa dell’amore e del rispetto per gli altri una missione e chi dell’amore e del rispetto non conosce neanche la forma. Questo è quello che si prova e che si vorrebbe urlare. Queste le ragioni che ci portano ad oggi, queste le ragioni per cui il Kustom Road 2018, la nona edizione, è un tributo devoto alle nostre eroine, a tutte donne che temono di essere sole, alle combattenti, a tutte le donne in difficoltà che non avrebbero possibilità se non ci fossero le associazioni, come Eva Onlus, che le cerca, le ascolta, le osserva, le assiste, le guida, le sostiene, le incoraggia e le fa rinascere. A loro, ai volontari ed ai professionisti di Eva Onlus, che hanno abbracciato questa ulteriore missione, prima che il nostro sostegno va il nostro grazie.
Grazie per tentare laddove noi neanche vediamo, per riuscire laddove noi neanche tentiamo.
Respect Me” è il sogno condiviso con loro, “Respect Me” è l’imperativo assoluto a cui noi tutti ci obblighiamo, “Respect Me” è la targa che tutti noi apponiamo alle nostre motociclette.

Associazione E.VA Onlus Servizio Antiviolenza
http://www.evaonlus.it
info@evaonlus.it


Gli scatti fotografici, realizzati dal Moto club SS33 Sempione.


La Prealpina                  16/06/2018
  Eva onlus celebra le donne. E le su stelle